Eugenio Gentili Tedeschi

Eugenio al Monte Disgrazia

Eugenio Gentili Tedeschi

Euge davanti allo Studio Ponti. A sinstra, Carla Consonni

Eugenio Gentili Tedeschi

Eugenio Gentili Tedeschi, nasce a Torino nel 1916. Coetaneo di Franco Momigliano, di cui era amico fraterno, si laurea in architettura e lascia Torino per iniziare una promettente carriera a Milano, entrando nello studio di Giò Ponti. Dopo l’8 settembre si rifugia con i genitori a La Salle, in Valle d’Aosta. Arrestato, è rinchiuso nelle carceri di Aosta dal 13 giugno al 17 luglio 1944 e viene liberato fortunosamente grazie anche all’aiuto di Carla Consonni. Subito dopo la scarcerazione intraprende la vita partigiana, entrando nella banda Arturo Verraz, nella valle di Cogne, dove nasce una “repubblica” che dura più a lungo di quella assai più nota dell’Ossola. Euge si occupa dei viveri e della progettazione delle armi: grazie alle acciaierie e alle cave di carbone c’era abbondanza di metallo, di esplosivi e di macchinari. La banda viene sottoposta ad un pesante rastrellamento il 2 novembre del 1944 ed Euge, insieme ad alcuni compagni, riesce a fuggire in Francia, da lì viene mandato in missione a Roma. Si sposa nel 1947 con Isolda Felici. Dopo la guerra si mette in proprio come architetto e fra i suoi lavori si possono citare il QT8, la riedificazione del Tempio di via Guastalla e la scuola ebraica in via Sally Mayer. Ha dato il suo apporto anche al progetto del Memoriale della Shoah Binario 21, che è ancora in corso di realizzazione. E’ stato inoltre professore ordinario al Politecnico di Milano. Partecipa attivamente anche all’attività del CDEC. Muore a Milano nel 2005.








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