Lino Jona

Lino da ragazzo

Lino Jona

Lino Jona è figlio di Leopoldo Jona, commerciante di tessuti e di Olga Levi, quarto di cinque fratelli. Di famiglia borghese frequenta il liceo classico di Asti e dopo la maturità ottiene di poter godere del lascito di Cesare Artom per studiare Ingegneria al prestigioso collegio Ghislieri di Pavia. Qui, attraverso Gina Segre Jarach, entra in contatto con il circolo ebraico-sionista di Milano che sarà fondamentale nella sua formazione intellettuale e religiosa. Le leggi razziali del 1938 privano Lino dei suoi principali diritti: quello di godere del lascito Artom e quello di frequentare il collegio Ghislieri. Nel settembre del 1939, allontanato da Pavia, si iscrive al Politecnico di Torino. Sono gli anni in cui frequenta la Biblioteca ebraica, stringendo una rete di importanti relazioni con Ennio ed Emanuele Artom, Nella Herrera, Vanda Maestro, Luciana Nissim, Augusto Segre, Lia e Anna Segre. Lino si laurea il 29 ottobre del 1941 e trova lavoro come ingegnere a Livorno. Ma è una brevissima parentesi di normalità che si conclude nel giro di pochi mesi, quando viene licenziato per ragioni razziali. Tornato ad Asti, si dedica con passione ad aiutare gli ebrei stranieri internati nei paesi dell’Astigiano. Ed è proprio nel corso di una visita al campo di Moncalvo, nel dicembre del 1942, che Lino si ammala improvvisamente di tubercolosi fulminante. Muore pochi giorni dopo il 18 dicembre del 1942.








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