Franco Momigliano

Franco (a sinistra) con Primo Levi

Franco Momigliano

Franco con Eugenio Gentili Tedeschi

Franco Momigliano

Franco Momigliano nasce nel 1916, a Torino, sua madre, Bianca Treves, era insegnante elementare, sua sorella, Mila, si era laureata in Lettere e lavorava come segretaria alla Scuola Ebraica di Torino, dopo la guerra fu docente di scuola media. Il padre, Adolfo, era un avvocato di idee socialiste, per nulla legato alla tradizione ebraica. La solida posizione antifascista della famiglia è confermata anche dalla militanza socialista dello zio di Franco, Riccardo Momigliano, che proprio per la sua appartenenza politica fu condannato al confino a Lipari. Franco si laurea in Giurisprudenza e collabora con Einaudi, anche se le leggi razziali gli impediscono di firmare gli articoli che scrive. E’ tra i frequentatori più assidui della Biblioteca ebraica. Incomincia ad interessarsi a Luciana nel corso dell’estate del 1942, probabilmente la loro amicizia era nata durante gli incontri che si tenevano presso la Biblioteca. Nel corso del 1943 lavora presso un cotonificio e dopo l’8 settembre partecipa attivamente alla Resistenza come commissario politico per conto del Partito d’Azione. Durante il rastrellamento che colpisce la val Germanasca riesce a fuggire, viene in seguito spostato a Milano, ma viene arrestato. In carcere viene riconosciuto come ebreo e partigiano e torturato. Riesce a fuggire grazie all’audace piano orchestrato da Vittorio Foa e sua moglie Lisetta Giua. Dopo la fuga ripara a Torino e partecipa alla liberazione della città. Nel 1946 si sposa con Luciana Nissim, a cui era legato fin dal 1942.








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