Luciana Nissim

Luciana con il padre

Luciana Nissim

Luciana Nissim

nasce a Torino il 20 ottobre del 1919, ma trascorre l’infanzia e l’adolescenza a Biella. Bravissima a scuola si diploma nel 1937 e può quindi iscriversi all’Università prima dell’emanazione delle leggi razziali, potrà così proseguire gli studi fino alla laurea in medicina conseguita l’8 luglio 1943. Fin dal 1938 partecipa a Torino agli incontri settimanali che si tengono presso la Biblioteca della scuola ebraica. Diventa molto amica di Vanda, di Eugenio Gentili Tedeschi, di Primo Levi, di Giorgio Diena e Giorgio Segre, Alberto Salmoni e Bianca. Dopo l’8 settembre insieme alla famiglia è dapprima a Brusson, poi insieme a Vanda ad Amay. Arrestata il 13 dicembre dopo il carcere di Aosta è deportata a Fossoli. Qui a Vanda, Luciana e Primo si unisce Franco Sacerdoti e i quattro diventano inseparabili. Il 22 febbraio partono tutti per Auschwitz. Da Fossoli Luciana riesce a spedire una lettera a Franco indirizzata a Bianca Guidetti Serra e a gettare un biglietto dal treno a Bolzano. Mentre la sua famiglia ripara in Svizzera Luciana resta a Birkenau dove fa il medico fino alla fine di agosto del 1944. Viene in seguito trasferita nel sottocampo di Hessisch Lichthenau che dipendeva da Buchenwald. Viene liberata dagli americani nell’aprile del 1945. Rientrata a Biella scrive una testimonianza su Birkenau, “I ricordi della casa dei morti” pubblicata nel 1946, uno degli scritti più precoci sulla deportazione. Riprende gli studi e si specializza in pediatria e nel 1946 si sposa con Franco Momigliano.








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